Una borsa porta con sé più del suo contenuto. Suggerisce come ci muoviamo, ciò a cui diamo valore e l’immagine che vogliamo comunicare. In questa parte della mia ricerca del 2024 sull’IA e la cultura visiva esploro come potrebbero evolvere gli accessori personali quando design, servizi digitali e produzione diventano più strettamente connessi. Sono possibilità future, non caratteristiche già comuni a tutti i prodotti.

Il progetto potrebbe partire dalle abitudini di una persona anziché da una categoria standard. Che cosa porta con sé, come viaggia e quali riferimenti visivi sente propri? L’IA potrebbe aiutare a tradurre queste risposte in variazioni di forma, colore, scomparti e dettagli. La personalizzazione significherebbe allora qualcosa di più che aggiungere un motivo a un modello esistente.

Borsa argentata con pieghe scultoree · Illustrazione concettuale
Borsa argentata con pieghe scultoree · Illustrazione concettuale

Una borsa potrebbe diventare un’interfaccia tra gli oggetti fisici e i servizi digitali. Localizzarla, gestirne l’accesso o verificare che cosa sia stato riposto al suo interno potrebbe far parte di un’esperienza coerente. Dispositivi di localizzazione e serrature elettroniche non sono di per sé IA: l’opportunità consisterebbe nel collegare le funzioni e renderle più facili da usare. Questi servizi dovrebbero giustificare peso, fabbisogno energetico e complessità aggiuntivi.

Per gli zaini, un rapporto più stretto con il corpo potrebbe essere altrettanto importante. Sistemi che combinano misure, movimento e informazioni sul carico potrebbero aiutare i designer a regolare proporzioni e distribuzione del peso. L’obiettivo sarebbe un prodotto che risponde a un modo di vivere specifico. Il comfort andrebbe comunque verificato nell’uso, non dedotto da una visualizzazione attraente.

Valigia futuristica scura con accenti luminosi rossi · Illustrazione concettuale
Valigia futuristica scura con accenti luminosi rossi · Illustrazione concettuale

Immagino anche superfici capaci di cambiare aspetto. Display flessibili o altri materiali reattivi potrebbero trasformare una borsa in una tela in movimento, con l’IA ad aiutare il proprietario a creare immagini e messaggi. Uno stesso oggetto potrebbe assumere identità visive diverse anziché essere sostituito a ogni nuovo look. Durabilità, visibilità, riparabilità e autonomia della batteria determinerebbero se si tratti di un progetto utile o di un effetto effimero.

La ricerca sui materiali e la pianificazione produttiva potrebbero favorire oggetti più leggeri e durevoli e un uso più parsimonioso delle risorse. Un motivo ispirato alla natura, però, non renderebbe una borsa responsabile sul piano ambientale. La possibilità più interessante è collegare l’aspetto alla costruzione: componenti sostituibili, chiusure riparabili e materiali di cui siano note le prestazioni e le opzioni a fine vita.

Insieme alla fabbricazione digitale, la progettazione assistita dall’IA potrebbe facilitare lo sviluppo di piccole serie e componenti individuali. La stampa 3D sarebbe una possibilità tra diverse, non una garanzia automatica di minori sprechi. Un manico, un raccordo o un elemento interno potrebbe essere realizzato per uno scopo preciso, mentre le tecniche tessili consolidate continuano a fare ciò che sanno fare bene. La personalizzazione potrebbe crescere attraverso queste combinazioni.

Il cambiamento culturale potrebbe consistere nel passaggio dalla scelta di un accessorio alla partecipazione al suo sviluppo e al suo uso nel tempo. Un archivio condiviso di forme diventerebbe disponibile per interpretazioni personali. Mi interessa un futuro in cui questa libertà produca oggetti che le persone conservano e adattano, oltre a immagini che sono felici di portare nel mondo.