Le piante danno forma al linguaggio visivo di giardini, strade e interni. Riconosciamo i luoghi attraverso foglie, fiori, ritmi di crescita e cambiamenti stagionali. In questa parte della ricerca del 2024 sull’IA e la cultura visiva considero come futuri legami tra calcolo, coltivazione e selezione vegetale potrebbero cambiare quel linguaggio. Il tema riguarda sia ciò che potremmo coltivare sia il modo in cui potremmo imparare a osservare gli ambienti viventi.
L’IA potrebbe aiutare a confrontare informazioni genetiche, immagini e condizioni di crescita per individuare domande promettenti e candidati alla selezione. Sosterrebbe la ricerca biologica, senza trasformare un’immagine in una pianta vitale. Un carattere proposto andrebbe comunque sviluppato e verificato. Colore, forma, valore nutritivo e resilienza non migliorerebbero necessariamente insieme: scegliere tra queste qualità resterebbe parte del lavoro.

Le varietà storiche offrono un’altra direzione. Collezioni di semi, documenti botanici e dati genetici potrebbero aiutare a recuperare conoscenze su piante non più coltivate. L’IA potrebbe facilitare l’esplorazione di questi legami. Individuare una parentela, però, è diverso dal ricreare una varietà perduta. Vedo l’opportunità di ricongiungere paesaggi e culture alimentari alla propria storia, senza presentare una ricostruzione ipotetica come un ritorno esatto.
Negli ambienti di coltivazione controllata, i sistemi potrebbero collegare osservazioni sulle piante e gestione di luce, temperatura, acqua e nutrienti. L’IA potrebbe aiutare a regolare le condizioni o riconoscere un problema che merita maggiore attenzione. L’obiettivo sarebbe una crescita più sana e un uso più ponderato delle risorse. Il risultato concreto di un’azienda agricola dipenderebbe dalle colture, dalle attrezzature, dall’approvvigionamento energetico e dalle scelte operative.

La selezione per i climi futuri potrebbe avvicinare ricercatori, coltivatori e designer. I modelli potrebbero aiutare a scegliere candidati da provare in condizioni di calore, siccità o salinità. Il successo in un contesto non garantirebbe quello in un altro. Conservare la varietà e il sapere locale potrebbe essere importante quanto cercare una singola pianta dalle prestazioni elevate.
Per la cultura visiva immagino paesaggi composti nel tempo oltre che nello spazio. Periodi di fioritura, texture delle foglie e modalità di crescita differenti potrebbero creare configurazioni mutevoli, mentre gli strumenti di coltivazione aiutano a prendersene cura. Nuove varietà ornamentali potrebbero ampliare questo vocabolario. Il loro valore dipenderebbe da come vivono in un luogo, comprese le relazioni con gli altri organismi, non soltanto dall’originalità dell’aspetto.
Lo stesso approccio potrebbe estendersi dalla coltivazione alla selezione dei raccolti, allo stoccaggio e alla distribuzione, aiutando a sperimentare modi per ridurre le perdite. Eppure una nuova varietà o un ambiente controllato non garantirebbero automaticamente l’equilibrio ecologico. Le decisioni su acqua, energia, propagazione e introduzione nel paesaggio richiederebbero prove. Il design potrebbe rendere visibili queste relazioni, anziché nasconderle dietro un’estetica verde.
Il futuro che immagino è un dialogo più ricco con la forma vivente. L’IA potrebbe aiutarci ad attingere al sapere botanico e a esplorare possibilità, mentre la crescita continua oltre l’immagine sullo schermo. Il risultato più interessante potrebbe non essere una pianta perfetta o una novità spettacolare, ma ambienti la cui bellezza comprenda diversità, cambiamento e la cura necessaria a sostenerli.


IA e cultura visiva: 33. Progettare gli animali ↗

